Femminicidio
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Femminicidio
Ragazze ho preparato un articolo sul libro Femminicidio - Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale.
Ve la lascio, così magari vi invoglio a comprarlo e a fargli pubblicità
Lo potete comprare da internet oppure in libreria. Vi lascio anche un link http://www.francoangeli.it/Ricerca/stampaLibro.asp?CodiceLibro=623.37

Femminicidio è un libro a carattere informativo, scritto da Barbara Spinelli, praticante avvocato, che collabora con i Giuristi Democratici a livello nazionale ed internazionale e con la Rete Femminista. L’autrice vuole raccontare le origini e la storia del termine, che in Italia troppo spesso è bistrattato o ignorato nel suo vero significato. Femminicidio infatti non è come si potrebbe pensare un semplice omicidio di donna, ma un concetto che include tutte le forme di violenza e discriminazione basate sul genere.
Il libro si apre con una breve Premessa in cui la scrittrice definisce il femminicidio come la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale e normativa che le donne subiscono in quanto donne, perché non rispettano il ruolo sociale imposto loro da una società patriarcale.
L’opera si presenta divisa in cinque capitoli che analizzano pagina dopo pagina diversi aspetti, tutti inerenti all’argomento trattato, ovvero il femminicidio.
Nel primo capitolo ci si sofferma sulle origini dei due termini “femmicidio” e “femminicidio”. L’autrice, documentando le prime volte in cui il termine è stato utilizzato, ricostruisce i due concetti così come ideati da Diana Russell e da Marcela Lagarde, spiegandone le diversità e riportando i vari dibattiti che studiose femministe in tutto il mondo hanno fomentato.
Nel secondo capitolo si inizia a parlare del riconoscimento sociale del femminicidio, di come le donne hanno fatto proprio questo termine per esprimere la propria soggettività in una società patriarcale, citando nello specifico come siano stati proprio i movimenti di donne nati in America Latina, che si battevano duramente contro la violazione dei propri diritti umani, ad adottare per primi questo termine per denunciare le violenze e le discriminazioni che subivano in quanto donne. Si racconta anche del ruolo importante svolto dalle organizzazioni a sostegno delle vittime, e del loro rapporto con gli organismi internazionali a tutela dei diritti umani, che ha reso possibile la raccolta dei dati, e dunque ha consentito di far conoscere le reali caratteristiche del fenomeno, e quindi di combatterlo.
Nel terzo capitolo si analizzano il femmicidio e il femminicidio come categorie criminologiche di indagine, soffermandosi sulle indagini dei femminicidi in America Latina, sull’impunità di molti crimini contro le donne e sulla diffamazione delle vittime.
Il quarto capitolo descrive, invece, il riconoscimento giuridico del femminicidio con l’introduzione del reato di femminicidio e l’emanazione di leggi per combattere il fenomeno in America Latina: l’autrice ci fa capire come il dibattito sia stato arduo e la lotta delle donne sempre più dura e tenace.
L’ultimo capitolo ci riguarda più da vicino, perché si occupa del dibattito italiano ed europeo in merito al riconoscimento politico e giuridico del femminicidio. Si rimarca come spesso il termine venga sminuito, canzonato o definito “invenzione delle femministe” e si ignori completamente la storia che questo neologismo si porta appresso e tutta la sua portata rivoluzionaria.
Il libro si conclude con delle bellissime riflessioni sulla differenza di genere e sul riconoscimento di questa differenza, non come discriminazione di un genere verso l’altro, ma come esaltazione di peculiarità che possono portare ad una nuova società in cui entrambi i generi si riconoscano a vicenda e abbiano l’uno il rispetto per l’altro.
Consiglio a tutti la lettura di questo libro in cui i concetti vengono spiegati chiaramente e senza la possibilità di fraintendimenti. La storia dei dibattiti, delle lotte delle donne e del conio del termine “femminicidio” viene ripercorsa con grande scrupolosità e l’ausilio di opere scritte da diverse studiose femministe. Si può avere una panoramica mondiale di questa lotta per l’emancipazione e la libertà che è partita dall’America Latina e si è in seguito estesa a tutto il mondo.
È un libro che offre diversi spunti di riflessione per rendersi davvero conto di cosa sia la violenza sulle donne, per uscire dall’ignoranza, dal pregiudizio e dalla disinformazione che riguarda purtroppo il riconoscimento di questo crimine a livello europeo.
È un libro coraggioso, ben scritto e suddiviso che merita di essere letto perché soltanto la conoscenza può rendere davvero liberi.
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Femminicidio è un libro a carattere informativo, scritto da Barbara Spinelli, praticante avvocato, che collabora con i Giuristi Democratici a livello nazionale ed internazionale e con la Rete Femminista. L’autrice vuole raccontare le origini e la storia del termine, che in Italia troppo spesso è bistrattato o ignorato nel suo vero significato. Femminicidio infatti non è come si potrebbe pensare un semplice omicidio di donna, ma un concetto che include tutte le forme di violenza e discriminazione basate sul genere.
Il libro si apre con una breve Premessa in cui la scrittrice definisce il femminicidio come la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale e normativa che le donne subiscono in quanto donne, perché non rispettano il ruolo sociale imposto loro da una società patriarcale.
L’opera si presenta divisa in cinque capitoli che analizzano pagina dopo pagina diversi aspetti, tutti inerenti all’argomento trattato, ovvero il femminicidio.
Nel primo capitolo ci si sofferma sulle origini dei due termini “femmicidio” e “femminicidio”. L’autrice, documentando le prime volte in cui il termine è stato utilizzato, ricostruisce i due concetti così come ideati da Diana Russell e da Marcela Lagarde, spiegandone le diversità e riportando i vari dibattiti che studiose femministe in tutto il mondo hanno fomentato.
Nel secondo capitolo si inizia a parlare del riconoscimento sociale del femminicidio, di come le donne hanno fatto proprio questo termine per esprimere la propria soggettività in una società patriarcale, citando nello specifico come siano stati proprio i movimenti di donne nati in America Latina, che si battevano duramente contro la violazione dei propri diritti umani, ad adottare per primi questo termine per denunciare le violenze e le discriminazioni che subivano in quanto donne. Si racconta anche del ruolo importante svolto dalle organizzazioni a sostegno delle vittime, e del loro rapporto con gli organismi internazionali a tutela dei diritti umani, che ha reso possibile la raccolta dei dati, e dunque ha consentito di far conoscere le reali caratteristiche del fenomeno, e quindi di combatterlo.
Nel terzo capitolo si analizzano il femmicidio e il femminicidio come categorie criminologiche di indagine, soffermandosi sulle indagini dei femminicidi in America Latina, sull’impunità di molti crimini contro le donne e sulla diffamazione delle vittime.
Il quarto capitolo descrive, invece, il riconoscimento giuridico del femminicidio con l’introduzione del reato di femminicidio e l’emanazione di leggi per combattere il fenomeno in America Latina: l’autrice ci fa capire come il dibattito sia stato arduo e la lotta delle donne sempre più dura e tenace.
L’ultimo capitolo ci riguarda più da vicino, perché si occupa del dibattito italiano ed europeo in merito al riconoscimento politico e giuridico del femminicidio. Si rimarca come spesso il termine venga sminuito, canzonato o definito “invenzione delle femministe” e si ignori completamente la storia che questo neologismo si porta appresso e tutta la sua portata rivoluzionaria.
Il libro si conclude con delle bellissime riflessioni sulla differenza di genere e sul riconoscimento di questa differenza, non come discriminazione di un genere verso l’altro, ma come esaltazione di peculiarità che possono portare ad una nuova società in cui entrambi i generi si riconoscano a vicenda e abbiano l’uno il rispetto per l’altro.
Consiglio a tutti la lettura di questo libro in cui i concetti vengono spiegati chiaramente e senza la possibilità di fraintendimenti. La storia dei dibattiti, delle lotte delle donne e del conio del termine “femminicidio” viene ripercorsa con grande scrupolosità e l’ausilio di opere scritte da diverse studiose femministe. Si può avere una panoramica mondiale di questa lotta per l’emancipazione e la libertà che è partita dall’America Latina e si è in seguito estesa a tutto il mondo.
È un libro che offre diversi spunti di riflessione per rendersi davvero conto di cosa sia la violenza sulle donne, per uscire dall’ignoranza, dal pregiudizio e dalla disinformazione che riguarda purtroppo il riconoscimento di questo crimine a livello europeo.
È un libro coraggioso, ben scritto e suddiviso che merita di essere letto perché soltanto la conoscenza può rendere davvero liberi.
Re: Femminicidio
Credo che Barbara debba ringraziarti perchè, grazie a te, ha trovato una nuova sua lettrice 
Re: Femminicidio
Proprio molto molto molto bello!!
Se lo leggete poi fatemi sapere che ne pensate







