Donne nella scienza

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Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Lun Mar 10, 2008 3:17 pm

Sezione sulle grandi ricercatrici, premi nobel ecc...

Lorenza
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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da anna il Lun Mar 10, 2008 9:24 pm

Partire da lei è fin troppo semplice e facile...

Marie Curie (Riferimenti:http://it.wikipedia.org/wiki/Marie_Curie)

Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie (
Varsavia, 7 novembre 1867Sancellemoz, 4 luglio 1934), è stata un chimico e fisico polacca.
Nel
1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e a Antoine Henri Becquerel) e, nel 1911, del premio Nobel per la chimica per i suoi lavori sul radio.

Nata a
Varsavia, figlia di Wladyslaw Skłodowski e di Bronislawa Boguska; in Polonia, iniziò gli studi con il padre proseguendoli a Varsavia ed infine all'Università della Sorbona di Parigi, laureandosi in chimica e fisica. Maria fu la prima donna ad insegnare nell'università parigina. Alla Sorbona incontrò un altro docente, Pierre Curie che poi sposò.

Dopo che
Antoine Henri Becquerel aveva scoperto le sue lastre fotografiche impressionate dal solfato di potassio-uranile con il quale le aveva riposte, deducendone che a produrre tale effetto era stato l'uranio contenuto nel solfato, Maria Skłodowska iniziò a misurare la radiazione dell'uranio mediante la piezoelettricità, scoperta dal marito Pierre in collaborazione con il fratello Jacques, facendo ionizzare l'aria tra due elettrodi e provocando il passaggio di una piccola corrente di cui misurava l'intensità in rapporto alla pressione su un cristallo necessaria a produrre un'altra corrente tale da bilanciare la prima. Tale sistema funzionò ed il marito Pierre abbandonò il suo lavoro per affiancare Maria Skłodowska in tali ricerche. Fu Maria Skłodowska a proporre il termine radioattività per indicare la capacità dell'uranio di produrre radiazioni e dimostrò la presenza di tale radioattività anche in un altro elemento: il torio. Con il marito Pierre, saggiando il contenuto di uranio della pechblenda al fine di raffinare tale elemento, rilevò che alcuni campioni erano più radioattivi di quanto lo sarebbero stato se costituiti di uranio puro e ciò implicava che nella pechblenda fossero presenti elementi in quantità minime non rilevate dalla normale analisi chimica e che la loro radioattività fosse molto alta. Il passo successivo fu quello di esaminare tonnellate di pechblenda (delle miniere di Joachimstal in Cecoslovacchia) che vennero stipate in una baracca nella quale era stata installata un'officina e, nel 1898, isolò una piccola quantità di polvere nera avente radioattività pari a circa 400 volte quella di un'analoga quantità di uranio. In tale polvere era contenuto un nuovo elemento dalle caratteristiche simili al tellurio (sotto il quale venne successivamente sistemato nella tavola periodica) che fu chiamato polonio in onore del suo paese natale, la Polonia. Tale scoperta fu annunciata dal suo amico Gabriel Lippmann con una nota all'Accademia delle Scienze di Parigi. L'ulteriore lavoro conseguente al rilievo che quest'ultimo elemento, il polonio, non potesse giustificare gli alti livelli di radioattività rilevati, la condusse, sempre nel 1898, alla scoperta di un elemento ancor più radioattivo del polonio, avente proprietà simili al bario (sotto il quale venne successivamente sistemato nella tavola periodica) e dal quale fu separato mediante cristallizazioni frazionate, che fu chiamato radio per la sua intensa radioattività. Anche tale scoperta fu oggetto di una nota scritta in collaborazione con Gustave Bémont che aveva lavorato con i coniugi Curie. Il resoconto di tale lavoro divenne nel 1903 la tesi di dottorato di Maria Sklodowska.

Con una mossa insolita, la Sklodowska-Curie intenzionalmente non depositò il brevetto internazionale per il processo di isolamento del radio preferendo lasciarlo libero affinché la comunità scientifica potesse effettuare ricerche in questo campo senza ostacoli, in maniera tale da favorire il progresso in questo settore scientifico.
Maria Sklodowska-Curie fu la prima persona a vincere o condividere due premi Nobel. Oltre a lei soltanto un'altra persona sino ad ora, ha ricevuto due premi Nobel in due campi scientifici differenti:
Linus Pauling.
Dopo la morte del marito, la Sklodowska-Curie ebbe una relazione con il fisico
Paul Langevin, relazione che, essendo questo studioso sposato, provocò uno scandalo riportato ampiamente dalla stampa dell'epoca, spesso soggetta a pressioni xenofobe.
Durante la
prima guerra mondiale, Maria Sklodowska-Curie sostenne l'uso delle unità mobili di radiografia come mezzo di diagnosi per i soldati feriti. Nel 1921 effettuò un viaggio negli Stati Uniti per raccogliere i fondi monetari necessari a continuare le ricerche sul radio; ovunque fu accolta in modo trionfale.
Fondò l'Istituto del Radio, oggi noto come
Istituto Curie, dapprima a Parigi e successivamente a Varsavia.
Gli ultimi suoi anni di vita furono turbati dall'uso improprio e privo di precauzioni del materiale radioattivo attorno al quale aveva molto lavorato. Morì vicino a
Sallanches, in Francia, nel 1934; la causa fu quasi certamente la leucemia, molto probabilmente dovuta all'esposizione massiccia alle radiazioni durante i suoi lunghi anni di lavoro.
La sua figlia più grande,
Irène Joliot-Curie, vinse anch'essa un premio Nobel per la chimica nel 1935, l'anno successivo la morte della madre. La secondogenita, Eve Denise Curie, era membro onorario dell'UNICEF.

Assieme al marito Pierre ricevette la
Medaglia Davy nel 1903.
Nel
1995 le spoglie di Maria Sklodowska-Curie furono trasferite, prima donna della storia, sotto la cupola del Pantheon di Parigi in segno di onore per i suoi meriti.
Una moneta da 100
franchi francesi ed una banconota da 20.000 złoty polacchi che la raffigura furono emesse negli anni '90.


Senza dubbio una delle figure femminili più importanti nella storia della scienza...

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Mar Mar 11, 2008 1:43 pm

Grande Anna!
Guarda ho letto la sua biografia l’anno scorso, mi aveva impressionato il fatto che non avendo molti soldi e a Parigi viveva in una cameretta di 7m2 sotto i tetti, e pativa il freddo perché il riscaldamento costava. Nonostante tutto é andata avanti!
Ed anche sua figlia ha vinto un nobel!

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da anna il Mar Mar 11, 2008 4:21 pm

Lorenza ha scritto:Grande Anna!
Guarda ho letto la sua biografia l’anno scorso, mi aveva impressionato il fatto che non avendo molti soldi e a Parigi viveva in una cameretta di 7m2 sotto i tetti, e pativa il freddo perché il riscaldamento costava. Nonostante tutto é andata avanti!


Esatto, una grande studiosa, ma soprattutto una grande donna. Semplicemente un esempio da seguire...

anna

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da wonderely il Lun Mag 26, 2008 2:54 pm

Durante una lezione di fisiologia all'università la nostra professoressa ci ha detto che con il Corriere era uscito qualche tempo fa un libro dal titolo "Le donne e la scienza" (o qualcosa del genere). In questo libro si spiega come dietro molte scoperte scientifiche e premi Nobel assegnati a degli uomini, ci siano in realtà le idee e le scoperte di ricercatrici donne. Ad esempio, la doppia elica del DNA è stata individuata da due uomini che hanno anche vinto il Premio Nobel (non ricordo i loro nomi, scusatemi), però si pensa che in realtà la vera scoperta sia stata di una ricercatrice donna che lavorava per i due.
Secondo questo libro diverse scoperte scientifiche sono state fatte da donne, ma solo poche di loro sono riuscite a rivendicarne la paternità (o meglio dire la maternità Wink ), perché in molti casi gli uomini hanno avuto il sopravvento, anche perché ai tempi le donne erano poco considerate.
Le cose sono un po' cambiate, ma nemmeno oggi il problema si è risolto: leggevo la settimana scorsa che lo stesso Veronesi ha affermato che le donne nel campo scientifico sono molto brave e sveglie (perché hanno idee originali), però purtroppo sono discriminate dagli uomini che detengono il potere.
Anche qui.. Evil or Very Mad

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Lun Mag 26, 2008 3:45 pm

Interessante!
E poi c'é chi dice che siamo buone solo a fare la calza...

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Lun Mag 26, 2008 4:54 pm

Lorenza ha scritto:Interessante!
E poi c'é chi dice che siamo buone solo a fare la calza...


Il problema e' che occorrerebbe sapere se era una donna felice.

La domanda e' puo' una donna essere felice rinnegando la sua meravigliosa missione di moglie e di madre, che la natura le ha donato?

Per inseguire un percorso tipicamente maschile che con molta probabilita' si potra' rivelare un vicolo cieco, nella ricerca della sua personale felicita'.

E' giusto chiedere questo sacrificio ad una donna?
In nome di che?

Di una rivalsa sugli uomini, per poter dire siamo uguali?

La realta' e' che uomini e donne NON sono uguali, ma complementari.

Molte di voi, che ammirano il percorso di questa grande scienziata, non lo sceglierebbero mai per se' stesse.

Semplicemente perche' nel vostro intimo non vi interessa minimamente farlo.

O sbaglio?

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da wonderely il Lun Mag 26, 2008 5:13 pm

TullioConforti ha scritto:
Lorenza ha scritto:Interessante!
E poi c'é chi dice che siamo buone solo a fare la calza...


Il problema e' che occorrerebbe sapere se era una donna felice.

La domanda e' puo' una donna essere felice rinnegando la sua meravigliosa missione di moglie e di madre, che la natura le ha donato?

Per inseguire un percorso tipicamente maschile che con molta probabilita' si potra' rivelare un vicolo cieco, nella ricerca della sua personale felicita'.

E' giusto chiedere questo sacrificio ad una donna?
In nome di che?

Di una rivalsa sugli uomini, per poter dire siamo uguali?

La realta' e' che uomini e donne NON sono uguali, ma complementari.

Molte di voi, che ammirano il percorso di questa grande scienziata, non lo sceglierebbero mai per se' stesse.

Semplicemente perche' nel vostro intimo non vi interessa minimamente farlo.

O sbaglio?

credo che tu ti stia sbagliando di grosso.
la felicità non è un sentimento dettato dalla natura, ma dalla persona stessa. ci sono donne che si sentono felici avendo una famiglia, dei figli, ecc ecc, ma tante altre no (e io ne conosco parecchie). ci sono donne che pensano alla carriera. per loro essere madri non conta e ai figli non ci pensano nemmeno. una donna non deve essere madre o moglie per forza per sentirsi realizzata e felice. queste affermazioni sono le tipiche del maschilismo nostrano. quante mogli vengono picchiate dai loro mariti?
la natura non ha dato alla donna il compito di diventare madre. la natura le ha dato la possibilità. ci sono donne che questa possibilità la sfruttano perché per loro è importante, ad altre donne semplicemente non interessa.
non è una rivalsa sugli uomini a tutti i costi. la mia professoressa ad esempio ama la scienza, è ricercatrice e ha anche una famiglia.
io voglio fare il medico, non perché voglio prevalere sugli uomini, ma perché io AMO QUEL LAVORO e spero di riuscire con tutto il cuore a diventare un bravo medico.
infine, il lavoro di scienziato NON è una prerogativa maschile. anzi..
bisogna RISPETTARE le scelte delle persone, sia donne che uomini. le donne possono decidere di fare quello che vogliono nella loro vita. vogliono diventare madri e dedicarsi alla famiglia? benissimo, che lo facciano! vogliono diventare scienziate o fare qualsiasi altro lavoro? benissimo, che lo facciano! ma niente deve essere precluso alle donne perché sono donne o perché qualcuno (non si sa chi) ha detto che una donna deve essere per forza madre e moglie. questo è maschilismo di cattivo gusto.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Dimo80 il Lun Mag 26, 2008 5:22 pm

Caro Tullio, negando di essere madre solo per capriccio non credo si possa essere felici.
Su questo concordo pienamente con te.
Putroppo la lotta per l'emancipazione è stata tumultuosa e troppo rapida: così ha spesso creato fratture e strappi nel cammino.
Sai cosa diceva il mio saggio professore di Filosofia del Liceo? "Voi donne, ora che state entrando attivamente nel mondo, vi state comportando come parvenu del potere. Non siete ancora capaci di gestire bene la libertà che vi è stata offerta. Esagerate ogni azione che vi riguarda come delle estremiste. Occorreranno molte generazioni prima che le cose vadano al loro posto."
In realtà è innegabile che il valore di una donna, per migliaia di anni, sia stato legato indissolubilmente alla sua capacità riproduttiva (lo è ancora in molte parti del mondo). Più figli dai alla famiglia, più riesci a farne sopravvivere, più sei stata un buon investimento.
Il rifiuto di tante contemporanee verso ruoli ritenuti ovvi (moglie e madre) è a causa di questo. E' un atto estremo lo ammetto, che va superato. Ma ci vuole tempo e riflessione.
Da parte mia spero vivamente di diventare madre, ma non perchè esista un "diritto di natura" che mi obblighi a farlo, ma per mia libera scelta (e del futuro padre dei miei figli si intende).
Quanto ai ruoli naturali, bhè, allora bisognerebbe stravolgere 10.000 di storia umana per tornare a quello che Rousseau chiamava lo stato di natura. La società è in continua evoluzione, sociologicamente e antropologicamente la parola "normalità" semplicemente non esiste.
Quando si suole dire "si stava meglio un tempo" a quale segmento temporale ci si riferisce?

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Lun Mag 26, 2008 5:56 pm

Buongiorno Tullio,
ci fa piacere avere un altro uomo tra noi.
Ti prego di leggere le presentazioni nella sezione apposita e di presentarti, per conoscerci un attimo.

In questa sezione si parla delle grandi donne della scienza, l'abbiamo creata perché molto spesso ci si dimentica che la storia la hanno fatta ANCHE le donne.

Marie Curie ha fatto una scelta di vita, nessuno l'ha obbligata, se lo ha fatto é perché le andava bene e cosi' si é sentita realizzata. Dire che lo ha fatto per la guerra dei sessi é un pregiudizio fuorviante che distrae da cio' che qui é veramente importante, le sue scoperte ed il suo contribuito al mondo scientifico.
Una donna in primo luogo é una persona, e le persone sono diverse, ognuna ha le sue ambizioni, potenzialità ed interessi.
Relegare una donna al ruolo di moglie e madre é limitante, come lo sarebbe relegare un uomo al ruolo di marito e padre. Ogni persona nella vita desidera realizzarsi e per fortuna che oggi tutti ne hanno la possibilità.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Suffragetta il Lun Mag 26, 2008 9:02 pm

Un altro esempio di donna nella scienza è Ipazia di Alessandria, la donna più sapiente dell'antichità.

Ipazia di Alessandria fu la prima donna a dare un contributo sostanziale allo sviluppo della matematica. Era la figlia del matematico e filosofo Theon di Alessandria e studiò matematica sotto la guida e l'istruzione di suo padre. È piuttosto importante sottolineare che Ipazia diventò il capo della scuola platonica ad Alessandria, circa nel 400 d.C. Qui, tenne lezioni di matematica e filosofia, in particolare insegnando la filosofia del Neoplatonismo. Ipazia basò i suoi insegnamenti su quelli di Platone, il fondatore del Neoplatonismo e Iamblichus, che fu uno sviluppatore del Neoplatinismo, vissuto intorno al 300 d.C. Tra i suoi allievi ci fu Sinesio di Cirene, vescovo di Tolemaide, che le scrisse numerose lettere, testimoniandole grande ammirazione.
Nel marzo del 415, su ordine di San Cirillo di Alessandria, un gruppo di cristiani fanatici sorprese la filosofa mentre ritornava a casa, la tirò giù dalla lettiga, la trascinò nella chiesa costruita sul Cesareion e la uccise brutalmente, scorticandola fino alle ossa e trascinando i resti in un luogo detto Cinarion, dove furono bruciati.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Mar Mag 27, 2008 8:33 am

Lorenza ha scritto:Buongiorno Tullio,
ci fa piacere avere un altro uomo tra noi.
Ti prego di leggere le presentazioni nella sezione apposita e di presentarti, per conoscerci un attimo.

In questa sezione si parla delle grandi donne della scienza, l'abbiamo creata perché molto spesso ci si dimentica che la storia la hanno fatta ANCHE le donne.

Marie Curie ha fatto una scelta di vita, nessuno l'ha obbligata, se lo ha fatto é perché le andava bene e cosi' si é sentita realizzata. Dire che lo ha fatto per la guerra dei sessi é un pregiudizio fuorviante che distrae da cio' che qui é veramente importante, le sue scoperte ed il suo contribuito al mondo scientifico.
Una donna in primo luogo é una persona, e le persone sono diverse, ognuna ha le sue ambizioni, potenzialità ed interessi.
Relegare una donna al ruolo di moglie e madre é limitante, come lo sarebbe relegare un uomo al ruolo di marito e padre. Ogni persona nella vita desidera realizzarsi e per fortuna che oggi tutti ne hanno la possibilità.


E' senz'altro vero che la storia la hanno fatta e la fanno anche le donne.
Ma non nel modo qui ipotizzato pero'.
Le donne hanno fatto la storia insieme agli uomini.
Perche' sono l'altra meta' del cielo.

Il contributo al progresso scientifico e tecnologico apportato dalle donne in modo diretto e' praticamente irrilevante.

Ma se gli uomini si sono sbattuti ed hanno creato, inventato, innovato conquistato, lo hanno fatto perche' pensavano ad una donna, ed una famiglia.

L'uomo forgia la materia,
La donna forgia la vita.

Realizzarsi? Ma puo' una donna sentirsi realizzata inseguendo la carriera od il successo economico?
Che ci fa? A 50 anni si potra guardare indietro e dire che ne ho fatto della mia vita?
Che ci faccio adesso con i soldi ed il successo?
Niente.

Perche' avra' sprecato le stagioni piu' belle della sua vita su un percorso, che non le appartiene.

La donna deve cercare la sua realizzazione nel mondo di relazione, l'uomo in quello lavorativo.
Entrambi poi devono cercare la felicita' nell'altro, completandosi a vicenda.

Non dico che una donna non possa avere un lavoro od una sua indipendenza economica.
Questo e' sacrosanto che lo possa e lo debba poter fare se lo vuole.
Come tutte le persone.

Ma non ci si aspetti da una donna che dedichi tutta la sua esistenza al lavoro.
Non dovrebbe succedere.
Se succedesse, si scoprirebbe un giorno una persona infelice.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Blackrose10 il Mar Mag 27, 2008 9:24 am

TullioConforti ha scritto:

La domanda e' puo' una donna essere felice rinnegando la sua meravigliosa missione di moglie e di madre, che la natura le ha donato?


E può una donna essere felice se viene costretta dalla società a fare solo la moglie e la mamma quando magari in realtà vorrebbe fare altro? (Perchè il ruolo di moglie in natura non esiste è un invenzione della società umana non dimentichiamolo: hai mai visto due animali sposarsi? naturalmente no..). Vedi caro amico il punto fondamentale è la libertà, ad ogni individuo, sia esso uomo o donna, deve essere garantita la libertà di esprimere sè stesso/a se una donna decide liberamente di fare solo la moglie e la madre ben venga è una sua scelta, ma se decide che questo non le basta, che vuole di più, con quale diritto qualcun altro può dirle "no tu non puoi"?

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Blackrose10 il Mar Mag 27, 2008 9:31 am

TullioConforti ha scritto:
La donna deve cercare la sua realizzazione nel mondo di relazione, l'uomo in quello lavorativo.
Entrambi poi devono cercare la felicita' nell'altro, completandosi a vicenda.


Questo è esattamente il genere di discorsi che non sopporto: chi sei tu per dire cosa devono fare le donne e cosa gli uomini? ognuno sceglie liberamente la propria strada non esistono leggi naturali in questo senso sono solo invenzioni di una società patriarcale che vuole le donne asservite in base al concetto di proprietà privata: l'uomo ha una sua proprietà, e vuole che essa si trasmetta ai suoi discendenti perciò anche sua moglie deve essere soltanto "sua" e dedicarsi solo alla cura degli eredi e della casa, in modo che il marito sia sicuro al 100% di non lasciare la sua proprietà in mano ai figli di qualcun altro. E' così c'è poco da usare parole sdolcinate parlando della "bellissima missione della donna" : questa missione è stata creata dalla società patriarcale per motivi puramente economici. I cosiddetti "valori della famiglia" non sono altro che un tornaconto dell'uomo-proprietario.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Mar Mag 27, 2008 9:35 am

Blackrose10 ha scritto:
TullioConforti ha scritto:

La domanda e' puo' una donna essere felice rinnegando la sua meravigliosa missione di moglie e di madre, che la natura le ha donato?


E può una donna essere felice se viene costretta dalla società a fare solo la moglie e la mamma quando magari in realtà vorrebbe fare altro? (Perchè il ruolo di moglie in natura non esiste è un invenzione della società umana non dimentichiamolo: hai mai visto due animali sposarsi? naturalmente no..). Vedi caro amico il punto fondamentale è la libertà, ad ogni individuo, sia esso uomo o donna, deve essere garantita la libertà di esprimere sè stesso/a se una donna decide liberamente di fare solo la moglie e la madre ben venga è una sua scelta, ma se decide che questo non le basta, che vuole di più, con quale diritto qualcun altro può dirle "no tu non puoi"?


Assolutamente, sono daccordo su questo.
"No tu non puoi", non lo si deve dire mai.
Ma "tu devi" non va bene lo stesso.

Andare in giro a dire che le donne "devono" compiere scelte che le allontanino dalla loro naturale predisposizione di madre e compagna del suo uomo, in nome di una non ben chiara uguaglianza..uguaglianza di che cosa?

Mele e pere non sono uguali.

Anche se sono buone entrambe,

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Blackrose10 il Mar Mag 27, 2008 9:36 am

TullioConforti ha scritto:
Blackrose10 ha scritto:
TullioConforti ha scritto:

La domanda e' puo' una donna essere felice rinnegando la sua meravigliosa missione di moglie e di madre, che la natura le ha donato?


E può una donna essere felice se viene costretta dalla società a fare solo la moglie e la mamma quando magari in realtà vorrebbe fare altro? (Perchè il ruolo di moglie in natura non esiste è un invenzione della società umana non dimentichiamolo: hai mai visto due animali sposarsi? naturalmente no..). Vedi caro amico il punto fondamentale è la libertà, ad ogni individuo, sia esso uomo o donna, deve essere garantita la libertà di esprimere sè stesso/a se una donna decide liberamente di fare solo la moglie e la madre ben venga è una sua scelta, ma se decide che questo non le basta, che vuole di più, con quale diritto qualcun altro può dirle "no tu non puoi"?


Assolutamente, sono daccordo su questo.
"No tu non puoi", non lo si deve dire mai.
Ma "tu devi" non va bene lo stesso.

Andare in giro a dire che le donne "devono" compiere scelte che le allontanino dalla loro naturale predisposizione di madre e compagna del suo uomo, in nome di una non ben chiara uguaglianza..uguaglianza di che cosa?

Mele e pere non sono uguali.

Anche se sono buone entrambe,


E chi ha detto che devono? Io infatti ho scritto che se una donna vuole fare solo la moglie e la mamma va bene, ma deve essere una sua libera scelta, non l'unica strada che le lascia la società! E questa scelta deve essere rispettata tanto quanto quella di una donna che vuole di più: se una donna decide che non vuole fare solo la moglie e la mamma sarà perchè questo tipo di vita non le dà la stessa soddisfazione che ha sul lavoro altrimenti avrebbe continuato la vita di prima.. perchè cambiare se ciò che abbiamo è già soddisfacente? Se una donna sceglie un altra strada vuol dire che quella precedente non la rendeva felice, ma questo è umano lo fanno sia gli uomini che le donne nn c'è niente di strano!


Ultima modifica di Blackrose10 il Mar Mag 27, 2008 9:43 am, modificato 3 volte

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Mar Mag 27, 2008 9:37 am

Blackrose10 ha scritto:
TullioConforti ha scritto:
La donna deve cercare la sua realizzazione nel mondo di relazione, l'uomo in quello lavorativo.
Entrambi poi devono cercare la felicita' nell'altro, completandosi a vicenda.


Questo è esattamente il genere di discorsi che non sopporto: chi sei tu per dire cosa devono fare le donne e cosa gli uomini? ognuno sceglie liberamente la propria strada non esistono leggi naturali in questo senso sono solo invenzioni di una società patriarcale che vuole le donne asservite in base al concetto di proprietà privata: l'uomo ha una sua proprietà, e vuole che essa si trasmetta ai suoi discendenti perciò anche sua moglie deve essere soltanto "sua" e dedicarsi solo alla cura degli eredi e della casa, in modo che il marito sia sicuro al 100% di non lasciare la sua proprietà in mano ai figli di qualcun altro. E' così c'è poco da usare parole sdolcinate parlando della "bellissima missione della donna" : questa missione è stata creata dalla società patriarcale per motivi puramente economici. I cosiddetti "valori della famiglia" non sono altro che un tornaconto dell'uomo-proprietario.


No infatti questo e' solo il mio pensiero.
Non ho il dono di portare la verita' assoluta, ho usato il verbo dovere, per esprimere il concetto.
Che naturalmente rappresenta solo la mia personale convinzione.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Mar Mag 27, 2008 9:50 am

Tullio, le tue sono opinioni personali, come puoi TU che non sei neanche una donna, sapere con certezza cosa vogliono TUTTE le donne indistintamente, ed imporre loro la TUA visione del mondo?


(Per favore evita di fare "quote" in tutte le risposte che dai, la pagina si appesantisce per niente, grazie)

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Mar Mag 27, 2008 9:55 am

Si certo opinioni personali.

Ho una mia visione del mondo che deriva dalla personale esperienza di vita.
Il mio e' un punto di vista maschile, ma ho anche una visione generale.

Che non e' detto sia la verita' assoluta.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Mar Mag 27, 2008 10:00 am

Dal modo in cui la poni sembra che tu parli a nome di TUTTE le donne e di TUTTI gli uomini. Andrea per esempio non é della stessa opinione, come molti uomini che conosciamo... ergo...

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da TullioConforti il Mar Mag 27, 2008 10:04 am

ergo?

sono contento di evere delle idee originali, diverse da quelle di molti uomini che conoscete Smile

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Dimo80 il Mar Mag 27, 2008 10:13 am

Tullio, il problema non è considerare a priori cosa sia giusto e sbagliato.
Qui si discute del fatto che un essere umano, indipendentemente dal genere sessuale, possa essere libero di fare ciò che desidera della propria vita.
Paradossalmente anche essere libero di creare la propria infelicità.
Che una donna scelga solo la carriera sono fatti suoi, quanto colei che preferisce farsi una famiglia.
Ho conosciuto uomini che hanno rinunciato al lavoro pur di stare coi figli. Sono degli infelici per te? Può darsi, non sono nella loro testa per saperlo. Però hanno potuto scegliere.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Blackrose10 il Mar Mag 27, 2008 10:23 am

TullioConforti ha scritto:ergo?

sono contento di evere delle idee originali, diverse da quelle di molti uomini che conoscete Smile


Originali? Questi stereotipi sulla natura della donna madre e moglie esistono da secoli (nascono come ho già spiegato con l'avvento della proprietà privata)

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Lorenza il Mar Mag 27, 2008 1:26 pm

Dire che la donna deve fare la moglie e la madre e non realizzarsi professionalmente é come dire che i neri devono stare nei campi di cotone.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da Dimo80 il Mar Mag 27, 2008 6:43 pm

Esatto Lorenza, hai centrato il punto.
Ribadisco l'assurdità del concetto di Diritto e Ordine Naturale delle cose.

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Re: Donne nella scienza

Messaggio Da wonderely il Mar Mag 27, 2008 10:59 pm

TullioConforti ha scritto:ergo?

sono contento di evere delle idee originali, diverse da quelle di molti uomini che conoscete Smile

idee originali fino a un certo punto..
tu potrai anche pensare che le donne "devono" solo concentrarsi sulle relazioni e l'uomo nel lavoro...quindi tu obbligheresti tua moglie a non lavorare se lei volesse?
sai, molti uomini la pensano così e poi OBBLIGANO le donne a fare quello che dicono loro...
finché una persona ha le proprie idee va benissimo, perché ognuno è libero di pensare quello che vuole, basta che poi queste idee non le usa per obbligare gli altri che la pensano diversamente da lui...ecco...
la libertà di un individuo finisce quando inizia quella degli altri...

e poi, non meno importante, si dice sempre che le donne devono essere mogli e madri e si chiude gli occhi davanti alla violenza domestica che solo l'anno scorso ha causato la morte di più di 100 donne solo in italia.
questi discorsi della donna madre e moglie mi fanno abbastanza incavolare, anche perché se una donna non ha un lavoro non può mantenersi da sola, il che vuol dire che deve dipendere in tutto e per tutto dall'uomo..e sai quanti uomini fanno pesare questa cosa?
sai quanti uomini costringono le donne ad essere letteralmente loro schiave perché sono loro che portano i soldi a casa?? sai quanti uomini proibiscono alle donne di usare i soldi?? infatti ultimamente è nato un nuovo tipo di violenza che si chiama violenza economica...

inutile difendere così tanto la "sacra famiglia" quando poi è proprio lì che avvengono le peggiori violenze nei confronti delle donne...però per molte persone è più facile chiudere gli occhi davanti a questa realtà e continuare a sostenere che la donna si realizza completamente solo se ha una famiglia e dei figli...cosa che non è assolutamente vera e non ha NESSUNA E RIPETO NESSUNA base scientifica. i maschilisti ci tengono a far passare come scientifiche le cavolate che sparano, però per fortuna c'è chi sa dire che sono solo cazzate.

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