FEMMINISTE A TEHERAN
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FEMMINISTE A TEHERAN
L’approssimarsi delle elezioni parlamentari in Iran (previste per la metà di marzo) rende il regime ancora più attento a quello che la gente può e deve vedere, può e deve sapere. E in situazioni come queste, anche una piccola rivista femminile è in grado di dare fastidio o fare scandalo. È il caso di “Zanan” (Donne), un mensile di Teheran diretto dalla combattiva Shashla Sherka che si è reso colpevole di aver acceso un faro sui crimini contro le donne, o, visto dalla prospettiva dei conservatori iraniani, “di aver compromesso la salute mentale delle lettrici con informazioni moralmente discutibili”.
“Il magazine Zanan”, ha reso noto l’agenzia Fars riportando quanto dichiarato da una fonte ufficiale, “ha minato la fiducia del pubblico nella legge e nell’ordine stabilito, portando così le persone a credere che la Repubblica Islamica sia un posto pericoloso per le donne”.
La direttrice non ha nascosto l’amarezza: “Nessuno del ministero mi ha notificato la decisione della commissione di controllo sulla stampa”. Ma il provvedimento non l’ha comunque colta di sorpresa: da tempo Zanan era inviso ai conservatori che lo ritengono un pericoloso veicolo di idee femministe, per aver affrontato tematiche scottanti come la prostituzione e i “delitti d’onore” e aver ospitato interventi di dissidenti come il premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi. Da ex giudice e ora avvocato che lavora in difesa dei diritti delle donne, la Ebadi ha spiegato alle lettrici iraniane come ottenere il divorzio e la custodia dei figli in barba alle palesi discriminazioni esistenti nel diritto di famiglia iraniano. A causa del provvedimento governativo, le quarantamila copie di Zanan con la copertina dedicata all’ex premier pachistana Benazir Bhutto che il primo febbraio dovevano essere in vendita sono rimaste invece accatastate nella sede del giornale. Per la direttrice questo è però un episodio di censura, neanche il più importante, tra quelli che ha dovuto affrontare in tanti anni di carriera. A partire da quanto, anni fa, è stata citata in giudizio per la storia di una ragazzina picchiata dalla polizia in una spiaggia del Mar Caspio perché mal velata.
Oltre a battersi per i diritti delle donne, la direttrice di Zanan ha un formidabile senso degli affari: dal 1991 (anno di fondazione della rivista) è riuscita a mandare avanti l’attività vendendo pagine di pubblicità alle industrie di cosmetici. L’indipendenza economica le ha permesso di denunciare alcuni incredibili azioni del regime. Ma questa libertà, ora, è un lusso che rischia di pagare a caro prezzo.
Credo che se tutte le donne iraniane seguissero l'esempio di questa coraggiosa signora la situazione cambierebbe. Secondo voi se moltissime iraniane scendessero in piazza Ahmaminejad cambierebbe qualcosa?
“Il magazine Zanan”, ha reso noto l’agenzia Fars riportando quanto dichiarato da una fonte ufficiale, “ha minato la fiducia del pubblico nella legge e nell’ordine stabilito, portando così le persone a credere che la Repubblica Islamica sia un posto pericoloso per le donne”.
La direttrice non ha nascosto l’amarezza: “Nessuno del ministero mi ha notificato la decisione della commissione di controllo sulla stampa”. Ma il provvedimento non l’ha comunque colta di sorpresa: da tempo Zanan era inviso ai conservatori che lo ritengono un pericoloso veicolo di idee femministe, per aver affrontato tematiche scottanti come la prostituzione e i “delitti d’onore” e aver ospitato interventi di dissidenti come il premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi. Da ex giudice e ora avvocato che lavora in difesa dei diritti delle donne, la Ebadi ha spiegato alle lettrici iraniane come ottenere il divorzio e la custodia dei figli in barba alle palesi discriminazioni esistenti nel diritto di famiglia iraniano. A causa del provvedimento governativo, le quarantamila copie di Zanan con la copertina dedicata all’ex premier pachistana Benazir Bhutto che il primo febbraio dovevano essere in vendita sono rimaste invece accatastate nella sede del giornale. Per la direttrice questo è però un episodio di censura, neanche il più importante, tra quelli che ha dovuto affrontare in tanti anni di carriera. A partire da quanto, anni fa, è stata citata in giudizio per la storia di una ragazzina picchiata dalla polizia in una spiaggia del Mar Caspio perché mal velata.
Oltre a battersi per i diritti delle donne, la direttrice di Zanan ha un formidabile senso degli affari: dal 1991 (anno di fondazione della rivista) è riuscita a mandare avanti l’attività vendendo pagine di pubblicità alle industrie di cosmetici. L’indipendenza economica le ha permesso di denunciare alcuni incredibili azioni del regime. Ma questa libertà, ora, è un lusso che rischia di pagare a caro prezzo.
Credo che se tutte le donne iraniane seguissero l'esempio di questa coraggiosa signora la situazione cambierebbe. Secondo voi se moltissime iraniane scendessero in piazza Ahmaminejad cambierebbe qualcosa?
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
Secondo me contro Ahmaminejad non dovrebbero scendere in piazza solo le Femministe, ma il mondo intero. È semplicemente un pazzo, negazionista dell'Olocausto...
Comunque grande onore alle donne iraniane...
Comunque grande onore alle donne iraniane...
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
L'unico modo per cambiare le cose é quallo di mettersi in prima persona in prima linea. Organizzarsi, informare, creare un gruppo e lottare insieme.
Per questo ci tengono separate, in competizione, perché se metà della popolazione del pianeta si unisse per i suoi diritti vincerebbe!
E se volessimo, visto che abbiamo in noi la piu' importante capacità umana (quella di procreare), potremmo anche prendere il loro posto, perché non potranno mai eliminare tutte le donne, come hanno cercato di fare con i neri e gli ebrei, perché hanno BISOGNO di noi.
Per questo ci tengono separate, in competizione, perché se metà della popolazione del pianeta si unisse per i suoi diritti vincerebbe!
E se volessimo, visto che abbiamo in noi la piu' importante capacità umana (quella di procreare), potremmo anche prendere il loro posto, perché non potranno mai eliminare tutte le donne, come hanno cercato di fare con i neri e gli ebrei, perché hanno BISOGNO di noi.
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
Lorenza ha scritto: E se volessimo, visto che abbiamo in noi la piu' importante capacità umana (quella di procreare), potremmo anche prendere il loro posto, perché non potranno mai eliminare tutte le donne, come hanno cercato di fare con i neri e gli ebrei, perché hanno BISOGNO di noi.
E' proprio questo il punto. Solo che dovremo far maturare una consapevolezza di genere che col tempo (mi riferisco alle lotte internazionali della fine degli anni '60 e di quelle italiane della fine dei '70) è andata un po'persa.
Sapete che questo è uno dei primi forum di femministe a cui partecipo? E non per mancanza di interesse, ma perchè non è così facile trovarli.
Non parliamo poi di entrare a far parte di comunità reali e non virtuali...O di fare volontariato per le donne! Nè a Padova nè a Udine (che si crogiolano nella loro beatitudine di 'tranquille e produttive' città del nord est) sono riuscita a fare qualcosa di attivo a riguardo.
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
Dimo80 ha scritto:
Sapete che questo è uno dei primi forum di femministe a cui partecipo? E non per mancanza di interesse, ma perchè non è così facile trovarli.
È vero. Pure io ne ho cercato uno per lungo tempo, ma prima di questo non ne avevo mai trovato uno.
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
Dimo purtroppo tu vivi nel nord est (io ero lombarda), dove si lavora e basta.
E le donne al massimo fanno le mogli degli imprenditori e al sabato vanno dal parrucchiere per sistemare la ricrescita...
Dai scherzo, non ci sono dei circoli arci o dei collettivi femministi nei centri sociali?
Comunque anch'io sono contentissima di avervi trovate grazie a questo forum, che non sarebbe nato senza di voi!
E le donne al massimo fanno le mogli degli imprenditori e al sabato vanno dal parrucchiere per sistemare la ricrescita...
Dai scherzo, non ci sono dei circoli arci o dei collettivi femministi nei centri sociali?
Comunque anch'io sono contentissima di avervi trovate grazie a questo forum, che non sarebbe nato senza di voi!
Re: FEMMINISTE A TEHERAN
Il problema in Friuli è che nessuno si occupa di sociale in questi termini...Siamo tanto in culo al mondo!!!
Tutto ruota intorno al lavoro. Uomini e donne lavorano, lavorano, lavorano. Producono, producono, producono.
Ciò che non è produttività è visto con fastidio e sospetto.
Tutto ruota intorno al lavoro. Uomini e donne lavorano, lavorano, lavorano. Producono, producono, producono.
Ciò che non è produttività è visto con fastidio e sospetto.







